mercoledì 14 giugno 2017

Aumentare la libido con il fieno greco





Nel corso degli anni molti alimenti e sostanze naturali sono state indicate come sostanze afrodisiache e quindi per tal motivo introdotte nel mercato dedicato alla cura e alla ricerca del benessere sessuale.
Tutti conosciamo il tribulus terrestris e le sue proprietà.
Ma un'altra molecola è giusto che venga nominata:
Il fieno greco, già da anni usata nel mondo del body building (che paragono alla formula 1 delle automobili, precorre di 20 anni quello che poi sarà nella vita quotidiana di tutti noi)

Il fieno Greco è una pianta che origina in Asia e India e veniva importata in Europa dai Greci, da cui il nome, utilizzata per anni allo scopo di nutrire e ingrassare il bestiame.

La parte per noi interessante della pianta sono i suoi semi. Ridotti in polvere vengono usati come spezie per gli alimenti con buone proprietà antiossidanti e digestive

Alcuni studi come quello eseguito presso il del “Centre for Integrative Clinical and Molecular Medicine” dell’Università del Queensland, in Australia, hanno mostrato come una supplementazione di questa pianta aumenti i livelli di testosterone nell’uomo.

La molecola attiva è una saponina conosciuta col nome di diosgenina. Per alcuni tale molecola influenza postivamente la produzione di testosterone, per altri invece l aumento di testosterone è relativo a una sua “non conversione” in DHT.

Riassumendo studi precedenti che mi sono preso il piacere di esaminare ecco le mie attuali conclusioni:

Non sappiamo ancora se Il fieno greco sia in grado di aumentare i livelli di testosterone, sicuramente è in grado di amplificarne gli effetti.

Durante gli studi eseguiti la maggior parte dei soggetti ha manifestato un aumento della libido con dosaggi di assunzione di 500 mg/die

Questo porta a poter proporre tale elemento come alternativa nella terapia naturale nel sostegno del paziente riferente calo della libido durante il processo di andropausa

giovedì 25 maggio 2017

Attività fisica e controllo della eiaculazione precoce

eiaculazione precoce
L'eiaculazione precoce (PE) è un problema sessuale comune negli uomini, ma la sua eziologia rimane incerta. Vari fattori di stile di vita sono stati da tempo ipotizzati per essere associati ai problemi sessuali in generale e sono stati proposti come fattori di rischio per la eiaculazione precoce.

Il lavoro riportato in bibliografia si è posto l’obiettivo di verificare e documentare tali associazioni.
SCOPO:
Esplorare le associazioni tra esercizio fisico, uso dell'alcol, indice di massa corporea, PE e disfunzione erettile.
METODI:
Un campione basato su popolazione di uomini finlandesi e un campione di uomini finlandesi affetti da eiaculazione precoce sono stati intervistati per i confronti statistici. I partecipanti che assumevano inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o altri farmaci noti per influenzare i sintomi della EP furono esclusi dallo studio
Son stati forniti Questionari di autovalutazione: indicatori multipli di eiaculazione precoce, indice internazionale di funzionalità erettile-5, abitudini alimentari e uso o abuso di alcool, minuti giornalieri di attività fisica
RISULTATI:
 L'associazione tra esercizio fisico e controllo della EP rimane significativa dopo aver controllato gli effetti dell'età, della disfunzione erettile, dell'uso dell'alcol e dell'indice di massa corporea.
CONCLUSIONE:
I risultati dello studio portano facilmente a concludere che l’attività fisica è un possibile aiuto nella gestione della eiaculazione precoce, per non dire che l’inattività fisica ne è una causa facilitante

COMMENTO PERSONALE:
E’ chiaro che l’attività fisica sia di beneficio a molti equilibri psico fisici dell ‘uomo
Nel caso specifico non dimentichiamo che l’attività fisica moderata è in grado di far produrre e rilasciare il neuro modulatore “serotonina” che tutti ormai conosciamo come modulatore del riflesso eiaculatorio


 2016 Oct;13(10):1482-7. doi: 10.1016/j.jsxm.2016.08.007. Epub 2016 Aug 31.
Lifestyle Factors and Premature Ejaculation: Are Physical Exercise, Alcohol Consumption, and Body Mass Index Associated With Premature Ejaculation and Comorbid Erectile Problems?

martedì 2 maggio 2017

Calcolosi renale in gravidanza

La calcolosi renale (o meglio dell’apparato urinario) può essere classificata in base alle dimensioni del calcolo, alla posizione, alle caratteristiche di visualizzazione con la classica radiologia, alla composizione del calcolo e del suo rischio di recidiva.
Calcolosi renale in gravidanza
La calcolosi uratica (e non solo comunque), per le sue caratteristiche, diventa una sfida diagnostica e terapeutica nella donna in gravidanza nel periodo del secondo e terzo trimestre. Il problema diagnostico nasce dalla impossibilità di sottoporre la donna in gravidanza (e quindi il feto) all’esposizione di radiazioni.
L’ articolo che riporto in bibliografia sottolinea tali aspetti indicando come “diagnostici” in prima battuta l’ecografia e l’esperienza dell’urologo curante, come anche abbia buon senso monitorizzare eco graficamente lo “stato di salute” del rene appena documentata la gravidanza.
Nel caso di calcolosi sintomatica l’approccio è con la terapia medica espulsiva, nelle forme non rispondenti a tale approccio viene consigliata la ureterorenoscopia con litotrissia ed eventuali posizionamenti di stanting ureterali.
 Approccio diagnostico e terapeutico
La patologia litiasica, seppur apparentemente semplice, richiede al contrario la gestione da parte di specialisti altamente perfezionati. Ogni paziente necessita di un approccio diagnostico e terapeutico personalizzato. Ancor più la donna in gravidanza

 Bibliografia
Celik O1, Türk H, Cakmak O, Budak S, Ekin RG, Keskin MZ, Yildiz G, Ilbey YO
Current approach for urinary system stone disease in pregnant women.
 [Arch. Ital Urol Androl. 2016]

mercoledì 12 aprile 2017

Kisspeptina e riparte il desiderio





Una nuova molecola, dal nome molto invitante, la kisspeptina sembra incrementare l’attivazione di circuiti neurali associati all’ eccitazione sessuale
La Kisspeptina, che viene codificata dal gene Kiss1, è stata identificata anche come attivatore dell’asse ormonale che parte sall’ipotalamo e arriva alle gonadi (testicoli e ovaie) stimolando di conseguenza la produzione degli ormoni della riproduzione

D’altronde alcuni recettori per tale molecola sono stati trovati anche nel sistema limbico, il nostro deposito delle emozioni. Questo darebbe una spiegazione fisiologica alle connessioni che bene conosciamo tra sessualità, emozioni e riproduzione.
La ricerca adesso si orienterà sullo studio della molecola nella donna, cercando eventuali modifiche che la sua somministrazione potrebbe indurre in alcuni casi di avversione sessuale e difficoltà riproduttive 

venerdì 3 marzo 2017

Dutasteride, Finasteride e disfunzione erettile

Ormai da anni, da quando entrati in commercio, siamo in contatto con problematiche reali ,o anche indotte, di calo della performance sessuale nel paziente in trattamento con Finasteride e Dutasteride, gli inibitori delle 5 alfa riduttasi, utilizzati nel trattamento della ipertrofia prostatica sintomatica.
Ma questa famosa sindrome da dutasteride / finasteride esiste veramente? Possiamo quantificarla?
La revisione della letteratura più recente condotta da Trost L et al. (2013) con più di 62.827 pazienti, ha mostrato un leggero aumento del tasso di perdita della libido, di disfunzione erettile, e disturbi dell'eiaculazione nei pazienti che assumono 5a-RIS. Gli autori di questa revisione concludono che ulteriori studi sono obbligatori utilizzando questionari validati, per stabilire la reale prevalenza, rilevanza clinica e potenziale a lungo termine sulla persistenza degli effetti negativi connessi all'uso di 5a-ris. Per quanto riguarda le informazioni da dare ai pazienti prima di iniziare il trattamento con 5a-Ris, il medico deve illustrare, in modo certamente comprensibile, la logica e i benefici della terapia prevista: una riduzione del rischio di progressione della ipertrofia prostatica benigna; una riduzione del rischio di ostruzione urinaria; un miglioramento dei sintomi urinari; una riduzione nel rischio della necessità di un trattamento chirurgico. Il medico deve anche illustrare la possibile insorgenza di effetti collaterali connessi all'uso di 5a-RIS. Per quanto riguarda la valutazione della eventi avversi, il medico deve indagare a fondo su eventuali disfunzioni erettili od eiaculatorie già presenti.
Ricordiamo come una nuova alternativa a questa soluzione è il trattamento con il tadalafil (PDE5-inibitore) che, sia in monoterapia e in combinazione con i 5a-RIS, fornisce vantaggi nel trattamento dei sintomi delle basse vie urinarie secondaria a IPB, a rischio di progressione, soprattutto quando associata a disfunzione erettile.