mercoledì 29 luglio 2015

curare l'incontinenza urinaria nella donna

L’incontinenza urinaria da sforzo (IUS) colpisce una gran parte delle donne in post menopausa. Quando la terapia conservativa è inefficace,vengono proposti trattamenti chirurgici di sospensione retro pubica, o sostegni pubovaginali.
Le iniezioni intra-uretrali di varie sostanze sono state utilizzate come scelta alternativa ai trattamenti chirurgici con risultati alterni. Sono molte le sostanze che possono essere utilizzate, come:
  • il collagene bovino cross-linked con glutaraldeide,
  • il politetrafluoroetilene (PTFE)
  • sistemi polimerici lineari a base di poli-dimetil-silicone
  • acido Ialuronico / destranomero e
  • tessuti autologhi come il grasso e la cartilagine.
Queste sostanze possono essere iniettate per via retrograda o anterograda nel tessuto periuretrale a discrezione dell’esperienza del singolo operatore.
Negli ultimi tempi i risultati sembrano essere migliorati e tale correzione parachirurgica si sta dimostrando una valida alternativa.

Archivio Italiano di Urologia e Andrologia 2014; 86, 3
Injection devices for bulking agents in uro-gynaecology
Maria Angela Cerruto, Carolina D'Elia, Pierpaolo Curti
Urology Clinic, A.O.U.I. Verona, Italy.

domenica 14 giugno 2015

Testosterone libero basso


Articolo originale del dr.Militello

http://www.andrologiamilitello.it/articolo.asp?id=10


Quando  fare il prelievo ?
Non sempre i dati di laboratorio sono di facile interpretazione.
Il testosterone ha variazioni circadiane , cioè durante l’arco della giornata, con un picco mattutino ( motivo per cui consiglio vivamente di fare il prelievo la mattina) e con variazioni legate all’assunzione di farmaci quali, ad esempio, glucocorticoidi e oppioidi.
Teniamo inoltre in grande considerazione i livelli di HBSG  ( proteina legante gli ormoni sessuali ) e di albumina.
Quali sono i valori normali di riferimento ?
Valori uguali o superiori a 350  ng/dl, li consideriamo normali e non necessitano di terapia medica sostitutiva

Valori inferiori a 230 ng/dl possono richiedere l’uso di terapia sostitutiva
Per i valori compresi tra 230 e 350 ng/dl è utile conoscere anche i valori di testosterone libero.
Che fare e perché conoscere il testosterone libero?
Qui nascono i problemi. Che risolviamo subito
Nell’impossibilità di avere un dosaggio di massa , conviene affidarsi al calcolatore secondo la formula di Vermeulen.
Consideriamo che il testosterone attivo è appunto quello libero, mentre per la maggior parte è legato all’ HBSG e all’albumina e quindi non attivo.
Come dicevamo è utile conoscerne i valori specialmente nelle forme di sospetta o documentata  ipotestosteronemia.

domenica 3 maggio 2015

Aumento del psa plasmatico dopo intervento. Importanza dello stile di vita


tumore prostatico
La gestione ideale dei pazienti con recidiva biochimica di tumore prostatico e tuttora controversa. Oltre alle consuete terapie. come ad esempio ormono-terapia adiuvante o di salvataggio, anche la modifica dello stile di vita può avere un impatto positivo sul controllo della malattia oncologica. Tuttavia quest'aspetto ò stato finora poco studiato in lette­ratura.
Gli autori hanno voluto studiare l'impatto della dieta, dell'attività fisica (AF) e della riduzione dello stress sulla pro­babilità di progressione della malattia. Tra Giugno 2004 e Ottobre 2006 sono stati studiati 41 pazienti trattati con pro­statectomia radicale o radioterapia come trattamento iniziale e che poi hanno sviluppato una ripresa biochimica.
I pazienti sono stati randomizzati in un gruppo sottoposto a trattamen­to comportamentale e in un gruppo controllo. I due gruppi non erano statisticamente differenti per quanto riguarda le caratteristiche demografiche. cliniche. antropometriche e di stile di vita. Il trattamento era organizzato sia in sessioni individuali in cui venivano impostate la dieta e gli obiettivi dell'AF. sia in 12 sessioni di gruppo di 2.5 ore settimanali per i primi 3 mesi.
Successivamente. le sessioni di gruppo si sono tenute mensilmente per tre mesi. Dopo 3 mesi gli uomini del gruppo trattato. rispetto al gruppo controllo hanno dimostra­to una riduzione dell'assunzione di grassi totali e acidi grassi saturi e non e un aumento dell'assunzione di fibre. mentre l'assunzione di frutta e verdure e rimasta invariata. Tuttavia. nel gruppo trattato sono stati documentati aumenti significa­tivi sia nell'AF totale sia in quella moderata-intensa. Tuttavia non e stata osservata nessuna differenza nei valori di PSA in base al trattamento.
Tra gli uomini che hanno aumentato il consumo di frutta. d 56% non ha subito aumenti dei valori di PSA (rispetto al 29% dei pazienti che non hanno aumenta­to il consumo di frutta). Dall'altra parte. Il PSA é aumentato nell'83% dei partecipanti che hanno aumentato l'assunzione di acidi grassi saturi (rispetto al 44% tra chi non ha aumen­tato o mantenuto stabile fintale). I risultati a 6 mesi erano virtualmente identici. In conclusione, il trattamento attivo ha portato a cambiamenti positivi su diversi parametri dello stile di vita. Infine. l'aumento del consumo di frutta e la ri­duzione degli acidi grassi saturi sono apparsi associati ad una stabilità dei valori di PSA tra gli uomini con ripresa bio­chimica di malattia.
É indubbiamente provato che i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici o terapie mediche maggiori per tumore tendano a lasciarsi conseguentemente andare dal punto di vista dello stile di vita. É quindi fondamentale che noi urologi si svolga un attento lavoro di counselling nei confronti dei nostri pazienti affinché loro capiscano che tera­pia medica o chirurgica non sono tutto!

sabato 4 aprile 2015

Metalli e tumori della vescica

Molti studi hanno richiamato l'attenzione sulla possibile associazione tra lavoro ed  esposizione all’ amianto e insorgenza dei tumori dell'apparato urinario. Ormai è certo che l’esposizione professionale ad alcune sostanze può indurre lo sviluppo di neoplasie. L’amianto è tra le sostanze più incriminate per quanto riguarda questo settore,  tracce di amianto sono trovate nella popolazione affetta da carcinoma della vescica e del rene. Il lavoro riportato documenta la stretta correlazione tra esposizione all’amianto e patologia neoplastica.

giovedì 26 marzo 2015

sport e sessualità nell'uomo

Ormai è codificato che l’esercizio fisico migliora le funzioni sessuali, e non solo sulla popolazione afro-americana come si era proposto in studi precedenti.
Uno studio  avviato da Adriana Vidal, responsabile della ricerca, ha sottoposto ad analisi 300 volontari intervistandoli sulle loro abitudini sportive e dividendoli quindi in sedentari, leggermente attivi, moderatamente attivi o molto attivi. E’ stata poi indagata l’attività sessuale di questi soggetti comprendendo anche la  capacità di avere erezioni, orgasmi, periodo refrattario.
I risultati ottenuti nell’intervista tendono  a dimostrare che circa  sei ore di esercizio leggero a settimana sono in grado di rendere migliori le nostre prestazioni sessuali.



disfunzione erettile
 Mi rendo conto della superficialità dello studio, della mancata stratificazione dei soggetti, della mancanza di parametri e variabili ma, onestamente, nel  paziente sedentario che  riferisce l’insorgenza di disfunzione erettile, consiglio sempre di introdurre l’attività fisica e , se serve, migliorare la propria alimentazione anche con l’aiuto di un nutrizionista

venerdì 13 marzo 2015

Inibina e fertilità maschile



L’inibina è una sostanza , un ormone , prodotta e secreta nell’uomo dalle cellule del Sertoli.
Le cellule del Sertoli sono delle cellule che lavorano nei tubuli seminiferi  del testicolo e hanno il compito di “aiutare” le cellule germinali  nella loro maturazione in spermatozoi, e sono in grado inoltre di mantenere il numero degli spermatogoni, essendo delle cellule staminali.
Nei miei pazienti con problemi di fertilità, specialmente nelle azoospermie, faccio sempre dosare anche l’inibina.Se l’inibina B è bassa , indica che le cellule del Sertoli non stanno lavorando bene con conseguente scarsa o nulla produzione di spermatozoi. Questo purtroppo penalizza i tentativi di PMA.
FSH  alto e Inibina bassa sono markers negativi per la fertilità nell’uomo.


ARTICOLO ORIGINALE