lunedì 4 dicembre 2017

Dosaggio del testosterone libero nella disfunzione erettile

Il testosterone, l'androgeno più abbondante negli uomini, è un ormone steroideo sintetizzato prevalentemente dai testicoli. Nelle donne, piccole quantità sono sintetizzate nelle ovaie. I precursori degli androgeni vengono anche prodotti e secreti dalle ghiandole surrenali in entrambi i sessi, dove subiscono la conversione periferica al testosterone.
Le concentrazioni circolanti sono circa 15-25 volte più elevate negli uomini adulti rispetto alle donne. Il mantenimento di questi livelli è necessario per lo sviluppo e il mantenimento delle caratteristiche sessuali secondarie, la libido, la crescita, la prevenzione dell'osteoporosi e, cosa più importante negli uomini, la spermatogenesi.
La maggior parte del testosterone circola strettamente legato alla globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) o debolmente legata all'albumina. Una quantità minore circola come testosterone libero e si ritiene che questa sia la frazione metabolicamente attiva. La misurazione del testosterone libero è importante nella diagnosi di molte malattie, in particolare i disturbi della carenza di androgeni negli uomini (cioè ipogonadismo) e l'eccesso di androgeni nelle donne (cioè sindrome dell'ovaio policistico e irsutismo).
Sono disponibili molte metodologie per la misurazione libera del testosterone compresi i metodi di riferimento (dialisi di equilibrio e ultrafiltrazione), analisi immunologica analogica e testosterone libero calcolato sulla base della misurazione del testosterone totale, SHBG e albumina. Inoltre, la misurazione del testosterone biodisponibile, una combinazione di testosterone libero e legato all'albumina, ha anche utilità clinica e può essere misurata mediante precipitazione o calcolo selettivo delle proteine.
Nell’ articolo che riporto in bibliografia, i vantaggi e le limitazioni di ciascuno di questi metodi saranno discussi nel contesto dell'utilità clinica e dell'implementazione in un laboratorio ospedaliero di routine. Inoltre, saranno discusse anche le metodologie per la misurazione libera del testosterone, compresa la cromatografia liquida-spettrometria di massa tandem.

La facile misurazione del testosterone libero rimane ancora un problema tecnicamente irrisolto nella routine di laboratorio impedendo all’andrologo di sfruttare i dosaggi di questo utile marcatore ormonale

Adv Clin Chem. 2014;63:59-84.
Free testosterone: clinical utility and important analytical aspects of measurement.
Shea JL1Wong PY2Chen Y3,4.  

martedì 31 ottobre 2017

Disfunzione erettile per uso di anfetamina

Lo studio che riporto in bibliografia ha voluto evidenziare le possibili interferenze che l’uso dell’anfetamina potesse avere sulle funzioni sessuali nel maschio

Sono stati studiati 1159 uomini utilizzatori “monofarmaco” di anfetamine

l'età media era di 31,9 ± 7,5 (18-57) anni e la durata media dell'uso di farmaci era di 30,7 ± 52,2 (mediano 9, range 0,1-252) mesi.

Metà di loro ha riferito che l'uso di droga non ha avuto alcun impatto sulle loro funzioni sessuali. L'altra metà ha riportato degli impatti sulla droga come riduzione della rigidità erettile e della soddisfazione sessuale della vita sessuale, maggiore intensità dell'orgasmo e prolungato tempo di latenza dell'eiaculazione più spesso degli effetti opposti, mentre hanno riferito un effetto aumentato o ridotto ugualmente sul desiderio sessuale.
La frequenza di dosaggio dell'anfetamina è stata associata con il suo impatto sulle funzioni sessuali, ma la durata del suo utilizzo ha avuto poca associazione con questo.
 Rispetto a 211 controlli adattati all'età, i consumatori di droga monofarmaco hanno avuto punteggi IIEF inferiori nei domini della

  • funzione erettile,

  • della funzione orgasmica e

  • della soddisfazione complessiva,

 ma non esistono differenze significative nella soddisfazione sessuale e nei punteggi sessuali.

La prevalenza della disfunzione erettile (ED) è stata significativamente maggiore nei consumatori di droga rispetto ai controlli (29,3% vs 11,9%).

Il rapporto di probabilità di ED per l'uso di anfetamina era di 2,1 (95% di intervallo di confidenza 1,2-3,6) dopo l'aggiustamento per altri fattori di rischio.

L'impatto dell'uso illegale di anfetamine sulle funzioni sessuali maschili variava tra gli utenti e la prevalenza di Disfunzione erettile era superiore rispetto ai controlli.

Lo studio merita attenzione per l’alto numero di persone che vi hanno partecipato e le conclusioni probabilmente sono quelle che ci saremmo aspettati.

martedì 10 ottobre 2017

La sindrome da finasteride ....esiste veramente ?



Le due condizioni cliniche in cui si impiegano gli inibitori della 5α-reduttasi sono l’ipertrofia prostatica benigna (IPB) e l’alopecia maschile. Dato però che questi farmaci diminuiscono la quantità di 5α-diidrotestosterone disponibile, potrebbero comportare un problema erettile quale effetto collaterale (almeno in via teorica).

Per studiare il problema, alcuni ricercatori USA hanno realizzato uno studio caso-controllo su 72.000 maschi di età ≥ 40 anni affetti da IPB e 12.000 maschi (età compresa tra 18 e 59 anni) affetti da alopecia in varie forme, privi di disfunzioni sessuali o di condizioni che avrebbero potuto provocarle.
 
Quelli affetti da IPB hanno ricevuto la prescrizione di finasteride o dutasteride da sole, un α-bloccante da solo (tamsulosin) o entrambi i farmaci; nel gruppo dell’alopecia è stata utilizzata solamente finasteride oppure nessun trattamento.
 
I soggetti che hanno avuto una diagnosi ed un trattamento per disfunzione erettile sono stati parificati ognuno con 4 controlli non affetti da questo problema. Nel gruppo dell’IPB l’uso degli inibitori della 5α-reduttasi (con o senza α-bloccante) non si è associato ad un aumento del rischio di disfunzione erettile, paragonato all’uso dei soli α-bloccanti.
 
Da notare che il rischio è aumentato con l’aumentare della durata dell’IPB, indipendentemente dall’uso dei farmaci. Nel gruppo dell’alopecia la finasteride non ha causato alcun aumento del rischio in esame.

mercoledì 14 giugno 2017

Aumentare la libido con il fieno greco





Nel corso degli anni molti alimenti e sostanze naturali sono state indicate come sostanze afrodisiache e quindi per tal motivo introdotte nel mercato dedicato alla cura e alla ricerca del benessere sessuale.
Tutti conosciamo il tribulus terrestris e le sue proprietà.
Ma un'altra molecola è giusto che venga nominata:
Il fieno greco, già da anni usata nel mondo del body building (che paragono alla formula 1 delle automobili, precorre di 20 anni quello che poi sarà nella vita quotidiana di tutti noi)

Il fieno Greco è una pianta che origina in Asia e India e veniva importata in Europa dai Greci, da cui il nome, utilizzata per anni allo scopo di nutrire e ingrassare il bestiame.

La parte per noi interessante della pianta sono i suoi semi. Ridotti in polvere vengono usati come spezie per gli alimenti con buone proprietà antiossidanti e digestive

Alcuni studi come quello eseguito presso il del “Centre for Integrative Clinical and Molecular Medicine” dell’Università del Queensland, in Australia, hanno mostrato come una supplementazione di questa pianta aumenti i livelli di testosterone nell’uomo.

La molecola attiva è una saponina conosciuta col nome di diosgenina. Per alcuni tale molecola influenza postivamente la produzione di testosterone, per altri invece l aumento di testosterone è relativo a una sua “non conversione” in DHT.

Riassumendo studi precedenti che mi sono preso il piacere di esaminare ecco le mie attuali conclusioni:

Non sappiamo ancora se Il fieno greco sia in grado di aumentare i livelli di testosterone, sicuramente è in grado di amplificarne gli effetti.

Durante gli studi eseguiti la maggior parte dei soggetti ha manifestato un aumento della libido con dosaggi di assunzione di 500 mg/die

Questo porta a poter proporre tale elemento come alternativa nella terapia naturale nel sostegno del paziente riferente calo della libido durante il processo di andropausa

giovedì 25 maggio 2017

Attività fisica e controllo della eiaculazione precoce

eiaculazione precoce
L'eiaculazione precoce (PE) è un problema sessuale comune negli uomini, ma la sua eziologia rimane incerta. Vari fattori di stile di vita sono stati da tempo ipotizzati per essere associati ai problemi sessuali in generale e sono stati proposti come fattori di rischio per la eiaculazione precoce.

Il lavoro riportato in bibliografia si è posto l’obiettivo di verificare e documentare tali associazioni.
SCOPO:
Esplorare le associazioni tra esercizio fisico, uso dell'alcol, indice di massa corporea, PE e disfunzione erettile.
METODI:
Un campione basato su popolazione di uomini finlandesi e un campione di uomini finlandesi affetti da eiaculazione precoce sono stati intervistati per i confronti statistici. I partecipanti che assumevano inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o altri farmaci noti per influenzare i sintomi della EP furono esclusi dallo studio
Son stati forniti Questionari di autovalutazione: indicatori multipli di eiaculazione precoce, indice internazionale di funzionalità erettile-5, abitudini alimentari e uso o abuso di alcool, minuti giornalieri di attività fisica
RISULTATI:
 L'associazione tra esercizio fisico e controllo della EP rimane significativa dopo aver controllato gli effetti dell'età, della disfunzione erettile, dell'uso dell'alcol e dell'indice di massa corporea.
CONCLUSIONE:
I risultati dello studio portano facilmente a concludere che l’attività fisica è un possibile aiuto nella gestione della eiaculazione precoce, per non dire che l’inattività fisica ne è una causa facilitante

COMMENTO PERSONALE:
E’ chiaro che l’attività fisica sia di beneficio a molti equilibri psico fisici dell ‘uomo
Nel caso specifico non dimentichiamo che l’attività fisica moderata è in grado di far produrre e rilasciare il neuro modulatore “serotonina” che tutti ormai conosciamo come modulatore del riflesso eiaculatorio


 2016 Oct;13(10):1482-7. doi: 10.1016/j.jsxm.2016.08.007. Epub 2016 Aug 31.
Lifestyle Factors and Premature Ejaculation: Are Physical Exercise, Alcohol Consumption, and Body Mass Index Associated With Premature Ejaculation and Comorbid Erectile Problems?

martedì 2 maggio 2017

Calcolosi renale in gravidanza

La calcolosi renale (o meglio dell’apparato urinario) può essere classificata in base alle dimensioni del calcolo, alla posizione, alle caratteristiche di visualizzazione con la classica radiologia, alla composizione del calcolo e del suo rischio di recidiva.
Calcolosi renale in gravidanza
La calcolosi uratica (e non solo comunque), per le sue caratteristiche, diventa una sfida diagnostica e terapeutica nella donna in gravidanza nel periodo del secondo e terzo trimestre. Il problema diagnostico nasce dalla impossibilità di sottoporre la donna in gravidanza (e quindi il feto) all’esposizione di radiazioni.
L’ articolo che riporto in bibliografia sottolinea tali aspetti indicando come “diagnostici” in prima battuta l’ecografia e l’esperienza dell’urologo curante, come anche abbia buon senso monitorizzare eco graficamente lo “stato di salute” del rene appena documentata la gravidanza.
Nel caso di calcolosi sintomatica l’approccio è con la terapia medica espulsiva, nelle forme non rispondenti a tale approccio viene consigliata la ureterorenoscopia con litotrissia ed eventuali posizionamenti di stanting ureterali.
 Approccio diagnostico e terapeutico
La patologia litiasica, seppur apparentemente semplice, richiede al contrario la gestione da parte di specialisti altamente perfezionati. Ogni paziente necessita di un approccio diagnostico e terapeutico personalizzato. Ancor più la donna in gravidanza

 Bibliografia
Celik O1, Türk H, Cakmak O, Budak S, Ekin RG, Keskin MZ, Yildiz G, Ilbey YO
Current approach for urinary system stone disease in pregnant women.
 [Arch. Ital Urol Androl. 2016]

mercoledì 12 aprile 2017

Kisspeptina e riparte il desiderio





Una nuova molecola, dal nome molto invitante, la kisspeptina sembra incrementare l’attivazione di circuiti neurali associati all’ eccitazione sessuale
La Kisspeptina, che viene codificata dal gene Kiss1, è stata identificata anche come attivatore dell’asse ormonale che parte sall’ipotalamo e arriva alle gonadi (testicoli e ovaie) stimolando di conseguenza la produzione degli ormoni della riproduzione

D’altronde alcuni recettori per tale molecola sono stati trovati anche nel sistema limbico, il nostro deposito delle emozioni. Questo darebbe una spiegazione fisiologica alle connessioni che bene conosciamo tra sessualità, emozioni e riproduzione.
La ricerca adesso si orienterà sullo studio della molecola nella donna, cercando eventuali modifiche che la sua somministrazione potrebbe indurre in alcuni casi di avversione sessuale e difficoltà riproduttive