mercoledì 16 settembre 2015

Vaccinazione per HPV nell'uomo

Il numero di tumori in entrambi i sessi che possono esse­re attribuiti ad infezione con papilloma virus è in aumento. Tipicamente si tratta di tumori a carico di cervice uterina, vagina, vulva, pene, cavità orale, testa e collo e canale anale.
La vaccinazione contro I'HPV nelle donne è ormai accettata, mentre nell'uomo non esistono ancora evidenze in suo favore. Questo studio ha valutato un'ampia popolazione di maschi provenienti da aree geografiche molto differenti e seguiti per 4 anni.
Nel corso di questo periodo i soggetti inseriti nello studio sono stati studiati indipendentemente dai loro sintomi per lo sviluppo di infezione da HPV. In particolare sono stati utilizzati tamponi ad hoc per l'HPV applicati sulla corona del glande, il glande stesso, l'asta peniena e lo scroto.
Lo studio ha dimostrato che l'incidenza di infezioni da HPV nell'uomo è significativa ed è direttamente proporzionale alla promiscui­tà sessuale degli individui. A differenza delle donne, dove il rischio d'infezione con HPV sembra diminuire con l'avanzare dell'età, questo non accade nell'uomo dove il rischio di infet­tarsi per la prima volta rimane stabile a tutte le età.
Questo potrebbe suggerire l'interesse a vaccinare i maschi indipen­dentemente dalla loro età e contrariamente al sesso femmini­le, nel quale la vaccinazione è raccomandata in giovanissima età e se possibile prima del primo rapporto sessuale. Questo articolo, a mio parere, conferma che la "partita" della pre­venzione delle infezioni da HPV è ufficialmente aperta anche nel maschio.

mercoledì 29 luglio 2015

curare l'incontinenza urinaria nella donna

L’incontinenza urinaria da sforzo (IUS) colpisce una gran parte delle donne in post menopausa. Quando la terapia conservativa è inefficace,vengono proposti trattamenti chirurgici di sospensione retro pubica, o sostegni pubovaginali.
Le iniezioni intra-uretrali di varie sostanze sono state utilizzate come scelta alternativa ai trattamenti chirurgici con risultati alterni. Sono molte le sostanze che possono essere utilizzate, come:
  • il collagene bovino cross-linked con glutaraldeide,
  • il politetrafluoroetilene (PTFE)
  • sistemi polimerici lineari a base di poli-dimetil-silicone
  • acido Ialuronico / destranomero e
  • tessuti autologhi come il grasso e la cartilagine.
Queste sostanze possono essere iniettate per via retrograda o anterograda nel tessuto periuretrale a discrezione dell’esperienza del singolo operatore.
Negli ultimi tempi i risultati sembrano essere migliorati e tale correzione parachirurgica si sta dimostrando una valida alternativa.

Archivio Italiano di Urologia e Andrologia 2014; 86, 3
Injection devices for bulking agents in uro-gynaecology
Maria Angela Cerruto, Carolina D'Elia, Pierpaolo Curti
Urology Clinic, A.O.U.I. Verona, Italy.

domenica 14 giugno 2015

Testosterone libero basso


Articolo originale del dr.Militello

http://www.andrologiamilitello.it/articolo.asp?id=10


Quando  fare il prelievo ?
Non sempre i dati di laboratorio sono di facile interpretazione.
Il testosterone ha variazioni circadiane , cioè durante l’arco della giornata, con un picco mattutino ( motivo per cui consiglio vivamente di fare il prelievo la mattina) e con variazioni legate all’assunzione di farmaci quali, ad esempio, glucocorticoidi e oppioidi.
Teniamo inoltre in grande considerazione i livelli di HBSG  ( proteina legante gli ormoni sessuali ) e di albumina.
Quali sono i valori normali di riferimento ?
Valori uguali o superiori a 350  ng/dl, li consideriamo normali e non necessitano di terapia medica sostitutiva

Valori inferiori a 230 ng/dl possono richiedere l’uso di terapia sostitutiva
Per i valori compresi tra 230 e 350 ng/dl è utile conoscere anche i valori di testosterone libero.
Che fare e perché conoscere il testosterone libero?
Qui nascono i problemi. Che risolviamo subito
Nell’impossibilità di avere un dosaggio di massa , conviene affidarsi al calcolatore secondo la formula di Vermeulen.
Consideriamo che il testosterone attivo è appunto quello libero, mentre per la maggior parte è legato all’ HBSG e all’albumina e quindi non attivo.
Come dicevamo è utile conoscerne i valori specialmente nelle forme di sospetta o documentata  ipotestosteronemia.

domenica 3 maggio 2015

Aumento del psa plasmatico dopo intervento. Importanza dello stile di vita


tumore prostatico
La gestione ideale dei pazienti con recidiva biochimica di tumore prostatico e tuttora controversa. Oltre alle consuete terapie. come ad esempio ormono-terapia adiuvante o di salvataggio, anche la modifica dello stile di vita può avere un impatto positivo sul controllo della malattia oncologica. Tuttavia quest'aspetto ò stato finora poco studiato in lette­ratura.
Gli autori hanno voluto studiare l'impatto della dieta, dell'attività fisica (AF) e della riduzione dello stress sulla pro­babilità di progressione della malattia. Tra Giugno 2004 e Ottobre 2006 sono stati studiati 41 pazienti trattati con pro­statectomia radicale o radioterapia come trattamento iniziale e che poi hanno sviluppato una ripresa biochimica.
I pazienti sono stati randomizzati in un gruppo sottoposto a trattamen­to comportamentale e in un gruppo controllo. I due gruppi non erano statisticamente differenti per quanto riguarda le caratteristiche demografiche. cliniche. antropometriche e di stile di vita. Il trattamento era organizzato sia in sessioni individuali in cui venivano impostate la dieta e gli obiettivi dell'AF. sia in 12 sessioni di gruppo di 2.5 ore settimanali per i primi 3 mesi.
Successivamente. le sessioni di gruppo si sono tenute mensilmente per tre mesi. Dopo 3 mesi gli uomini del gruppo trattato. rispetto al gruppo controllo hanno dimostra­to una riduzione dell'assunzione di grassi totali e acidi grassi saturi e non e un aumento dell'assunzione di fibre. mentre l'assunzione di frutta e verdure e rimasta invariata. Tuttavia. nel gruppo trattato sono stati documentati aumenti significa­tivi sia nell'AF totale sia in quella moderata-intensa. Tuttavia non e stata osservata nessuna differenza nei valori di PSA in base al trattamento.
Tra gli uomini che hanno aumentato il consumo di frutta. d 56% non ha subito aumenti dei valori di PSA (rispetto al 29% dei pazienti che non hanno aumenta­to il consumo di frutta). Dall'altra parte. Il PSA é aumentato nell'83% dei partecipanti che hanno aumentato l'assunzione di acidi grassi saturi (rispetto al 44% tra chi non ha aumen­tato o mantenuto stabile fintale). I risultati a 6 mesi erano virtualmente identici. In conclusione, il trattamento attivo ha portato a cambiamenti positivi su diversi parametri dello stile di vita. Infine. l'aumento del consumo di frutta e la ri­duzione degli acidi grassi saturi sono apparsi associati ad una stabilità dei valori di PSA tra gli uomini con ripresa bio­chimica di malattia.
É indubbiamente provato che i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici o terapie mediche maggiori per tumore tendano a lasciarsi conseguentemente andare dal punto di vista dello stile di vita. É quindi fondamentale che noi urologi si svolga un attento lavoro di counselling nei confronti dei nostri pazienti affinché loro capiscano che tera­pia medica o chirurgica non sono tutto!

sabato 4 aprile 2015

Metalli e tumori della vescica

Molti studi hanno richiamato l'attenzione sulla possibile associazione tra lavoro ed  esposizione all’ amianto e insorgenza dei tumori dell'apparato urinario. Ormai è certo che l’esposizione professionale ad alcune sostanze può indurre lo sviluppo di neoplasie. L’amianto è tra le sostanze più incriminate per quanto riguarda questo settore,  tracce di amianto sono trovate nella popolazione affetta da carcinoma della vescica e del rene. Il lavoro riportato documenta la stretta correlazione tra esposizione all’amianto e patologia neoplastica.

giovedì 26 marzo 2015

sport e sessualità nell'uomo

Ormai è codificato che l’esercizio fisico migliora le funzioni sessuali, e non solo sulla popolazione afro-americana come si era proposto in studi precedenti.
Uno studio  avviato da Adriana Vidal, responsabile della ricerca, ha sottoposto ad analisi 300 volontari intervistandoli sulle loro abitudini sportive e dividendoli quindi in sedentari, leggermente attivi, moderatamente attivi o molto attivi. E’ stata poi indagata l’attività sessuale di questi soggetti comprendendo anche la  capacità di avere erezioni, orgasmi, periodo refrattario.
I risultati ottenuti nell’intervista tendono  a dimostrare che circa  sei ore di esercizio leggero a settimana sono in grado di rendere migliori le nostre prestazioni sessuali.



disfunzione erettile
 Mi rendo conto della superficialità dello studio, della mancata stratificazione dei soggetti, della mancanza di parametri e variabili ma, onestamente, nel  paziente sedentario che  riferisce l’insorgenza di disfunzione erettile, consiglio sempre di introdurre l’attività fisica e , se serve, migliorare la propria alimentazione anche con l’aiuto di un nutrizionista