venerdì 14 marzo 2014

Eiaculazione precoce nella coppia: la donna


La coppia

Eiaculazione precoce nella coppia: la donna


Non sempre al primo posto tra le urgenze della coppia troviamo la disfunzione erettile.
Spesso il disagio maggiore è nelle conseguenze subite dalla relazione a causa della precocità.
La coppia è un sistema, un sistema è dinamico per definizione. Nella coppia, in quanto sistema dinamico, gli elementi si influenzano vicendevolmente. La relazione è proprio il luogo d’intersezione tra disagio individuale e disagio di coppia.
Il sintomo sessuologico è il modo per comunicare al partner questo disagio. Perché il sesso è uno dei principali modi di sperimentare la relazione.  Ed è il primo canale a non funzionare quando non funziona la relazione. L’eiaculazione precoce, nello specifico diviene l’unico modo possibile per dire : ci sono snche io, o faccio come mi pare, o, più semplicemente , a letto comando io.
Quello che arriva però al sessuologo è il dopo sintomo.
Ed è come se, fatto il danno, la marachella, il misfatto, nessuno ricordasse più perché l’aveva fatto.
Per l’uomo, dopo, c’è senso di frustrazione, per l’incapacità di accompagnare la sua donna all’orgasmo, c’è ansia da prestazione legata alla paura che il sintomo si ripresenti in ogni rapporto dopo essersi presentato qualche volta, c’è tendenza alla svalutazione, difficoltà a gestire eventuali avances della partner, tendenza ad evitare rapporti sessuali o anche solo coccole, petting e preliminari.
Difficoltà ad avvicinare o solo a conoscere altre donne, paura di fidarsi, di sé, degli altri.
Nella donna c’è, all’inizio, incapacità nel riconoscere il disagio del partner come un problema . Per qualcuna c’è addirittura un forte sentimento di soddisfazione: “se arriva subito all’orgasmo è perché mi desidera tanto”, “Mio marito non riesce neanche a guardarmi mentre mi svesto che….”
Ebbene sí, la donna dell’eiaculatore precoce è una che si ipervaluta. E’ infantile e narcisista al limiti del patologico ma molto rigida e direttiva.
Dopo qualche tempo, ma le donne sono un diesel, spesso ci vogliono anni, la soddisfazione cede il posto allo svilimento, alla frustrazione, alla delusione verso quel partner che in qualche modo ha barato ! non eccitatissimo ma imbranato, infantile, quasi… quasi… impotente. Nel senso di senza forza …di andare avanti, di continuare…di trattenersi. E forse è questa la verità.
L’uomo che soffre di eiaculazione precoce spesso non può più trattenersi… E la sessualità, e con essa la eiaculazione precoce, diventano un pretesto, un alibi per poter esprimere tutta la propria rabbia verso una partner percepita come esigente, umiliante, giudicante.  Una parte di cui inconsciamente non ci si fida più, a cui non si riesce più ad “affidarsi”, da cui, per dirla in breve, si scappa! E di corsa pure.
Per questo, anche per questo, l’eiaculazione precoce non è un sintomo dell’individuo ma della coppia e della relazione. Per questo, in sessuologia, spesso, il soggetto portatore del sintomo è considerato malato, ma il malato sa che il virus è nella partner.

giovedì 13 febbraio 2014

L’ipertrofia prostatica può cambiare le caratteristiche del liquido seminale?


Prostata normale e ipertrofica
 E’ forse un concetto  scontato il fatto che la patologia prostatica si ripercuote sulle caratteristiche del liquido seminale, poiché quest’ultimo è composto in buona percentuale proprio dal liquido prostatico.
Ma quali sono gli elementi che vengono modificati?
Dalla revisione sistematica della letteratura scientifica si evince che le variazioni qualitative e quantitative dell’eiaculato nell’IPB riguardano principalmente il liquido prostatico. Sembra che il citrato e lo zinco siano gli elementi maggiormente modificati.
Lo zinco sembra essere quasi raddoppiato nei pazienti affetti da IPB , mentre è sicuramente ridotto nelle prostatiti e nell’adenocarcinoma.
Al contrario il citrato normalmente prodotto in grandi quantità dalle cellule prostatiche in condizioni di normalità, risulta significativamente ridotto nei pazienti affetti da IPB , probabilmente proprio per il processo di proliferazione della parte centrale della ghiandola che non è in grado di produrre il citrato.
Ci sono poi altre modificazioni forse più collegate ai fenomeni infiammatori che alle modificazioni istologiche. Ricordiamo un aumento del rapporto LDH-5/LDH-1 e un aumento della frazione C3 del complemento.
Inoltre nel 36/70 % dei pazienti affetti da IPB è presente una riduzione o assenza dell’eiaculato , la cui eziopatogenesi non è ancora ben chiara. ( compressione dei dotti eiaculatori ? )

mercoledì 1 gennaio 2014

Un potente antinfiammatorio pronto a combattere l'HIV



I ricercatori del Gladstone Institutes hanno scoperto il meccanismo che “uccide” le nostre cellule del sistema immunitario T CD4 predisponendo quindi all’attacco virale da HIV e all’AIDS.
Tra l’altro è stato individuato un farmaco antiinfiammatorio che riesce a bloccare ed impedire la morte di queste importanti cellule del sistema immunitario.
Si sta pianificando un trial in fase due da testare su persone sieropositive
La protagonista è una proteina chiamata IF116 che è in grado di riconoscere i frammenti di DNA di HIV all’interno delle cellule immunitarie colpite da una infezione detta abortiva , cioè dove il virus non si replica ma fa cofidicare e produrre alcune proteine. In queste cellule colpite si viene ad attivare un enzima chiamato caspasi-1 in grado di creare un processo di piroptosi , cioè una forma di infiammazione “infuocata” che porta a morte cellulare. Questo processo ripetitivo porta alla lunga alla morte cellulare.
Negli studi che si stanno approntando, si sta testando un potente antinfiammatorio in grado di bloccare la caspasi-1 rompendo il ciclo cellulare di infiammazione/morte.
Questo era il meccanismo già evidenziato nel 2010 in uno studio che evidenziava come l HIV provasse a infettare le cellule immunitarie inducendo queste a una forma di suicidio con la finalità di proteggere l’organismo e portando quindi al collasso immunitario con cui si identifica l’AIDS.
In teoria la proteina IK116 , un sorta di sensore del DNA, che ho nominato all’inizio dell’articolo, invia segnali all’enzisma caspasi-1 che a sua volta attiva il processo di “ morte cellulare infuocata” la piroptosi
Se, come promesso, un potente antiinfiammatorio potesse bloccare l’attività di tale proteina avremmo fatto un passo in avanti nella cura di tale patologia, abbassando anche la resistenza agli antivirali.
Compito dell’andrologo sensibilizzare sempre i propri pazienti al rispetto della propria salute, anche con regole sul comportamento sessuale

Gli studi, pubblicati su Nature e su Science, sono intitolati rispettivamente: Cell death by pyroptosis drives CD4 T-cell depletion in HIV-1 infectionIFI16 DNA Sensor Is Required for Death of Lymphoid CD4 T Cells Abortively Infected with HIV.

domenica 22 dicembre 2013

Il liquido preseminale



Il liquido pre seminale e e ghiandole di Cowper, ghiandole bulbo uretrali e secrezioni uretrali
ANDREA MILITELLOLe ghiandole e i dotti di Cowper rappresentano un’entità anatomica che prende il nome dal chirurgo William Cowper che ne fece oggetto di trattazione nel 1699. Le ghiandole di Cowper possono essere interessate da processi patologici congeniti o acquisiti (generalmente infiammatori)


Anatomia
Le ghiandole e i dotti di Cowper rappresentano un’entità anatomica che prende il nome dal chirurgo William Cowper che ne fece oggetto di trattazione nel 1699. Le ghiandole di Cowper sono piccole formazioni lobulate, di tipo tubulo-alveolare composto, distinte in due diaframmatiche e due bulbari o accessorie.
Le ghiandole diaframmatiche sono disposte ai lati dell’uretra, tra i foglietti del diaframma urogenitale, mentre le ghiandole accessorie si trovano nel corpo spongioso, lungo l’uretra bulbare. I dotti escretori delle ghiandole diaframmatiche attraversano la faccia anteriore del trigono urogenitale e sboccano sulla faccia inferiore dell’uretra bulbare, mentre quelli delle ghiandole bulbari accessorie, sottili e brevi, sboccano direttamente nell’uretra o si fondono con il dotto secretore principale del lato corrispondente

Fisiologia
Lo sviluppo, la crescita e la secrezione delle ghiandole è sotto il controllo degli ormoni sessuali maschili. Le ghiandole di Cowper sono considerate ghiandole sessuali maschili accessorie, analoghe alle ghiandole di Bartolini nella femmina, e riversano il loro secreto nell’uretra cavernosa durante l’eiaculazione. In risposta alla stimolazione sessuale, tali ghiandole producono un secreto alcalino fluido di consistenza mucinosa.
Il fluido neutralizza l’acidità del residuo urinario presente nell’uretra, contribuisce all’aumento del PH vaginale ed agisce come lubrificante.
Come dimostrato da diversi autori, tale secreto non contiene spermatozoi. Numerosi studi hanno evidenziato l'assenza degli spermatozoi nel liquidi preseminale, alcuni studi hanno evidenziato la presenza di alcuni spermatozoi nel liquido preseminale raccolto dopo stimolazione manuale del pene, assenti invece quando la stimolazione era solo visiva. In ogni caso la risposta alla classica domanda è univoca: il liquido preseminale non ha potere fecondante
Le ghiandole di Cowper sono, inoltre, coinvolte nella fluidificazione del seme e nella risposta immunitaria dell’apparato genito-urinario, attraverso la secrezione di numerose glico-proteine, tra cui il PSA.

Patologia
Le ghiandole di Cowper possono essere interessate da processi patologici congeniti o acquisiti (generalmente infiammatori). Le lesioni congenite sono rappresentate dalle diverse forme di siringocele (semplice, imperforato o cistico, perforato, rotto, secondo la classificazione di Maizels), una dilatazione cistica del dotto escretore.
Le patologie acquisite, decisamente rare, sono rappresentate da infezioni, calcificazioni e neoplasie. Tali lesioni, nelle prima fasi possono esordire con una sintomatologia irritativa per poi determinare in alcuni casi una sintomatologia ostruttuva di gravità variabile, ed in molti casi possono causare problematiche di diagnosi differenziale.
La terapia sarà mirata in base al fattore eziologico e di stretta competenza specialistica
·  Fedorka KM et al. Evolution. 2011;65:584-90.
·  Kareskoski AM et al. Reprod Domest Anim. 2011 Feb;46:e79-84.
·  Tlachi-López JL et al. Biol Res. 2011;44:259-67.
·  Killick SR et al. Hum Fertil (Camb). 2011;14:48-52.
·  Rogow D et al. Stud Fam Plann. 1995;26:140-53.
·  Zukerman Z et al. J Assist Reprod Genet. 2003;20:157-9.
·  Sigman M et al. Urology. 2008 Jan;71:110-2.
·  Engelbertz F et al. Forensic Sci Int. 2010;194:15-9.

lunedì 16 dicembre 2013

Tumore al rene: nefrectomia parziale robot assistita

La nefrectomia parziale è una tecnica ormai codificata per alcune forme di tumore renale.Le tecniche mini invasive laparoscopiche o robot assistite hanno dimostrato risultati sovrapponibili .
La nefrectomia parziale robot assistita, che chiamerò Robotic PN (RPN) è da preferire alla laparoscopia anche per una più breve curva di apprendimento da parte dell’operatore. Numerose strutture e gruppi chirurgici hanno pubblicato la loro esperienza con tale metodica.
Da un punto di vista tecnico l’approccio trans peritoneale è stato preferito sino ad oggi ma ,ultimamente per la possibilità di movimenti ergonomici dei sistemi robot utilizzati, si stanno cercando di utilizzare approcci retro peritoneali che riducono i tempi chirurgici, il post operatorio e il sanguinamento intraoperatorio.
Comunque a parte i discorsi tecnici, di stretta pertinenza degli operatori, questi studi ci incoraggiano a pensare che ormai il futuro sta entrando  a pieno diritto nelle sale operatorie.
Chiaramente tali metodiche e strumentazioni, hanno un costo relativo all’acquisto dei robot , alla loro manutenzione e all’addestramento degli operatori.

lunedì 9 dicembre 2013

Si possono “recuperare” spermatozoi direttamente dai testicoli ?




L’introduzione dell’iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi (ICSI) ha richiesto l’uso di diverse tecniche di recupero spermatico in pazienti azoospermici disposti a diventare padri biologici dei propri figli. In particolare nell’ Azoospermia Ostruttiva ( OA ) gli andrologi hanno l’opportunità di scegliere tra tecniche chirurgiche percutanee ( PESA, TESA ) e open ( MESA, Mini-MESA, TESE ). Le prime sono facile e rapide da eseguire , ma solitamente consentono uno scarso recupero di sperma, raramente sufficiente per il congelamento. Le seconde sono lievemente più lunghe e invasive, ma consentono un cospicuo recupero di sperma per il congelamento , diminuendo la necessità di ulteriori interventi. In caso di Azoospermia Non ostruttiva ( NOA ) l’unica via efficace per il recupero dello sperma da utilizzare per l’ ICSI è quella di eseguire una biopsia testicolare, al fine di estrarre lo sperma direttamente dal parenchima testicolare. Recentemente la nuova tecnica microchirurgica della TESE con microdissezione ( Schegel, 1998 ) sembra aver ridotto le complicanze post operatorie e le sequele permanenti delle biopsie multiple, dando una perdita di parenchima veramente minima. Negli ultimi 10 anni le percentuali del recupero spermatico riportarte dai vari centri oscilla tra il 100% delle OA al 58% delle NOA rispettivamente. Il tasso di recupero spermatico in caso di NOA non è risultato significativamente differente nel caso di utilizzo della TESE a biopsie multiple rispetto alla Micro-TESE . La Micro-Tese sembra comunque aver risolto il problema del dolore post operatorio e delle complicanze

domenica 8 dicembre 2013

Il canarino nella miniera. Legame tra salute erettile e cardiovascolare: un segnale di allarme


Questo articolo analizza il ruolo dell’ossido nitrico nella salute sessuale e cardiovascolare maschile .
La correlazione tra disfunzione erettile e cardiopatia ischemica è nota da almeno un decennio. Nel 2003 fu dimostrato come i pazienti con infarto acuto del miocardio nel 60% dei casi circa lamentavano anche una disfunzione erettile , la quale si era dimostrata molto prima dei sintomi cardiaci almeno nel 70 % dei pazienti. In altre parole, la disfunzione erettile potrebbe essere considerata un segnale precoce di cardiopatia ischemica, almeno nei pazienti con pazienti vascolari accertati, in primis fumo di sigaretta e diabete mellito. Partendo da questo presupposto , questo articolo propone all’attenzione del lettore una serie di considerazioni pratiche importanti per la pratica di tutti i giorni
  1. L’esercizio fisico aumenta significativamente la produzione di ossido nitrico e riduce significativamente il rischio di sviluppare disfunzione erettile
  2. L’ obesità è correlata con disfunzione endoteliale, disfunzione erettile e diabete di tipo 2
  3. La disfunzione erettile nel paziente diabetico asintomatico predice la successiva insorgenza di cardiopatia ischemica
  4. La prevalenza della disfunzione erettile è 2/3 volte maggiore nei pazienti ipertesi ed inoltre i farmaci che bloccato i recettori per l’angiotensina 2 ( valsartan) riducono il rischio di sviluppo di disfunzione erettile nei pazienti ipertesi.
  5. Gli omega-3 favoriscono il rilascio di ossido nitrico e proteggono dallo sviluppo di disfunzione erettile
  6. Gli antiossidanti in genere favoriscono il rilascio di ossido nitrico : l’assunzione di melograno, more, cioccolato, the verde e vino rosso è stata associata all’aumento di ossido nitrico
  7. Il fumo di sigaretta è deleterio per l’erezione e questo vale anche per il fumo passivo
  8. L’alcool in quantità bassa-moderata può avere un effetto positivo sulla funzione erettile.
Come spesso succede, anche la prevenzione della disfunzione della disfunzione erettile costa fatica e qualche sacrificio. Sapere che uno stile di vita virtuoso può servire per proteggersi anche dallo sviluppo della cardiopatia ischemica può stimolare il paziente ad adeguarsi con maggiore motivazione ai suggerimenti del medico
  • canary in the coal mine” ( letteralmente canarino nella miniera ) è un’espressione proverbiale anglosassone per indicare un sistema di allarme primitivo, che fa riferimento all’abitudine dei minatori di utilizzare delle gabiette con canarini per identificare la presenza del grisù ( gas potenzialmente esplosivo , ma inodore e incolore ) nella zona di scavo ; infatti se gli animali morivano a causa del gas , i minatori erano avvertiti della sua presenza